L’affresco è stato realizzato da Adriano Grasso Caprioli e Giovanni Biavini nel 1982 ed inaugurato il 25 aprile dello stesso anno, alla presenza del comandante partigiano sen. Italo Nicoletto. Il dipinto, ben visibile a chiunque passi per l’abitato di Lavenone, reca la scritta di epoca fascista: “NOI SOGNAMO L’ITALIA ROMANA”. Questa scelta fu fatta per mantenere viva la memoria di un periodo storico che ha segnato una generazione, con l’intento di non dimenticare gli errori del passato per non commetterne in futuro. All’interno della pittura a fresco, nella parte inferiore, è visibile il corpo di un’aquila, spesso simbolo di imperialismi, che giace morta ad ali aperte, come a significare la sconfitta del fascismo, in unione al fascio littorio spezzato nella parte in basso a destra. Al centro del dipinto prende invece forma un’esplosione che si espande verso l’esterno, i cui colori sfumano fino al rosso, facendo riflettere l’uomo sulla sua potenza distruttrice.

INDIRIZZO

  • Lavenone (BS)