Comune Treviso Bresciano
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Comune Treviso Bresciano

Prossimi Eventi: 
Note e Voci dalla Trincea
LA GRANDE GUERRA 1915/1918
da Sabato, 8 Luglio, 2017 a Domenica, 23 Luglio, 2017
Rappresentazione teatrale presso il Forte di Valledrane, accompagnati dalla Banda di San Gottardo di Barghe e dal Corpo Musicale di Vestone. Possibilità di salire al Forte con una visita guidata che partirà alle ore 17.00
Note e Voci dalla Trincea
LA GRANDE GUERRA 1915/1918
da Mercoledì, 19 Luglio, 2017 a Domenica, 23 Luglio, 2017
Sabato sera alle ore 20.30 presso il forte di Valledrane note e voci della Trincea
Monologo
Il battaglione Bosniaco
Sabato, 5 Agosto, 2017
Monologo teatrale sul grande tradimento, presso il Forte di valledrane
Descrizione: 

Secondo la più comune interpretazione etimologica il nome di Treviso deriverebbe dal latino “Tres Vici” in altre parole dalla presenza di tre abitanti, tre vie o tre villaggi: Facchetti, Trebbio e Vico. Altri si rifanno ad un “Tar-Visium” d' origine celtica nel significato di “Casa bianca”. Gli autori del dizionario etimologico Utet lo farebbero derivare dal dialetto bresciano "trais", ”trevis”, "treis", in altre parole greppia (mangiatoia). La denominazione antica del paese nel XI secolo era Caziis per poi diventare Cacy, derivante dal termine longobardo gaz, che significava bosco ma anche cacce, probabilmente per l’abbondanza dei boschi e della selvaggina. Questo vasto territorio, denso di piante annose, era certamente un esteso possedimento montano di qualche monastero, si pensa alla Badia di Leno o al Monastero di Santa Giulia. Di questa ipotesi ne dà testimonianza sicura il titolo dato alla chiesa parrocchiale di S.Martino, vescovo di Tours, a cui erano devoti i monaci benedettini in particolare. Più tardi il territorio appartenne al pago romano (distretto campagnolo nell’antico territorio di Roma). A prova di ciò “coppi romani” vennero trovati dove sorge oggi la chiesa parrocchiale, il che ha fatto pensare all’esistenza di una torre di avvistamento o di un bastione di difesa. Da Roma, Cacy passò sotto il controllo di Idro. Nel 1357 però la popolazione locale cominciò a rivendicare l'autonomia della propria cappella dalla vicina pieve di Santa Maria a Idro. A quel tempo il comune era già una realtà e si amministrava eleggendo i suoi responsabili sul piano civile. Nel 1386 Cacy faceva parte della Riviera di Salò passando in seguito sotto la Serenissima Repubblica di Venezia nel 1427. Nel 1526 i barbari Lanzichenecchi guidati da Giorgio Frundsberg, per evitare un attacco alla Rocca d'Anfo, tenuta saldamente da Venezia, decisero di procedere per la via della Fobbia, scendendo quindi a Cacy saccheggiandolo. Nel 1532 il nome Cacy viene abbandonato in favore dell’attuale Treviso. Nel Codice Salmodiano si legge che il generale Vicinia deliberò: “Quod dicta terra amplius non vocet Cacij sed Trevisii” (Questa ampia terra non si chiamerà più Cacij ma Treviso). Durante la visita pastorale del 1566 il vescovo Bollani annotò che la popolazione si aggirava intorno al migliaio di anime. Fu il medioevo il tempo di maggior sviluppo demografico, tempo in cui nacquero i tre nuclei abitativi di Facchetti, Vico e Trebbio. Il paese viveva sul lavoro dei campi, con l’allevamento del bestiame e con il legno del bosco. La maggior ricchezza era certamente la produzione del legname: dal bosco ceduo si prendeva legna da ardere e per fare il carbone; specialmente da abeti, pini e larici si traevano legname d’opera e da lavoro. L'autonomia della parrocchia risale comunque soltanto al 10 ottobre 1754. Instaurata l’Unità d’Italia (1861) Treviso entrava a far parte della giurisdizione di Vestone. Con Regio Decreto del 1867 a Treviso fu aggiunta la dizione “Bresciano” per distinguerlo dalle altre località omonime. Nel 1866 raggiunsero le truppe garibaldine raggiunsero Treviso. Si narra che un soldato volontario trovò il comune "situato così bene tra la valle e la cima che non è possibile figurarsi panorama migliore”. All'inizio del secolo, con lo spostamento dei confini d'ltalia alla Valle del Caffaro e alla Val Vestino, Treviso fu considerato zona militare di prima linea ed il forte di Valledrane, costruito fra il 1912 e il 1914, venne attrezzato per il periodo bellico a contrastare il forte austriaco di Lardaro. La zona di Valledrane, fu anche teatro di scontri tra partigiani della Brigata Perlasca e militi fascisti durante la storica Resistenza.

 

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