Comune Roè Volciano
Via G. Frua, 2 - 25077 Roè Volciano

Comune Roè Volciano

Prossimi Eventi: 
la settimana dal 8 al 16 Luglio
XIX PALIO DELLE CONTRADE
da Sabato, 8 Luglio, 2017 a Domenica, 16 Luglio, 2017
Durante tutta la settimana dall'8 al 16 Luglio, le varie frazioni del paese si sfideranno per ottenere l'assegnazione del palio 2017, aprire il volantino in pdf per visionare tutti gli appuntamenti..
Descrizione: 

Il territorio di Roè Volciano è di una singolarità unica: è contemporaneamente terra di valle, di lago e di collina. Fa parte indiscussa della bellezza naturale del Benaco esaltata da innumerevoli poeti che evidenziano il caratteristico degradare dolce e lento delle colline in un grande anfiteatro. Il grande poeta-umanista Jacopo Bonfadio nato a Gazzane agli inizi del 1500 esalta le bellezze e le forme dei monti che circondano il lago, così come altri di fama come il Bongianni Grattarolo, storico, vissuto nel 1500, autore della "Historia della Riviera di Salò" dove sono descritti paesaggi bucolici del territorio di Volciano. La storia, quindi, del comune di Roè Volciano si inserisce nel contesto piu' vario della storia del Garda e della Valsabbia. Testimonianze di insediamenti abitativi le abbiamo fin dalla preistoria assieme a ritrovamenti d'epoca romana, periodo in cui la Valsabbia segnava il confine d'Italia. In epoca feudale, dopo la dominazione longobarda la maggior parte dei territori della Valle vengono a far parte di feudi ecclesiastici (sotto la giurisdizione del Vescovo, o di monasteri), e solo alcuni (es Lodrone), appartengono alla feudalita' laica. Questo aspetto e' importante perche' la giurisdizione ecclesiastica (particolarmente quella del Vescovo) non rivendica particolari controlli. Anzi favorisce lo sviluppo del pagus (villaggio) romano alla plebs (pieve), dove la chiesa diventa il centro non solo religioso, ma anche politico ed amministrativo della comunita'. In essa gli uomini non godono del diritto di liberta', ma godono di alcuni diritti di proprieta' e di alcuni privilegi. Eleggono i propri rappresentanti con il compito di amministrare la comunita' all'interno e di rappresentarla nei rapporti con le autorita' feudali (Vescovo, Priore, nobili). La pieve dunque, che costitui' la base della posteriore comunita' di valle fino alla costituzione della Signoria dei Malatesta (1404), godeva di particolari diritti civili e aveva anche un esercito proprio che tuttavia era imposto da vincoli di vassallaggio ed i cui capi non erano scelti da consociati (gli abitanti del Comune) ma dalla nobilta'. I consociati tuttavia acquistano sempre maggiori liberta' (favoriti in questo dalla difficolta' di controllo da parte delle autorita' feudali dovute alla scarsita' di vie di comunicazione) e potenziano sempre di piu' quello che poi sara' il Comune di Valle che assorbe i diritti di proprieta' dell'autorita' ecclesiastica. In questo modo, poco alla volta, la popolazione si sottrae ai vincoli di vassallaggio e all'impostazione delle potesta' militari, le uniche che, rappresentando la nobilta', cercavano di ostacolare l'ascesa dei consoli popolari. Autonomia amministrativa, privilegi fiscali e liberta' di commercio delle ferrarezze, favoriti da difficolta' di controllo, dalla posizione di territorio di confine e rese necessarie dalla poverta' del suolo, sono le caratteristiche che accompagnano la storia dei comuni della Valle.
Essi nelle travagliate vicende delle lotte tra partiti avversi nel periodo comunale e, dopo il 1385, tra signori avversi (all'epoca delle signorie), si schiereranno sempre con chi garantisce e salvaguarda questi privilegi e questa loro autonomia. Nel 1500 inizia un periodo di difficoltà economiche, legate sia alla crisi inflazionistica internazionale provocata dall'immissione sul mercato dell'oro spagnolo, sia dalle vicende politiche dell'Italia su cui prevale il dominio spagnolo. Lo stato in cui versa la popolazione è documentato anche dalla indagine svolta dal Cardinal Borromeo in visita alle parrocchie della Valle. La relazione relativa alla parrocchia di S. Pietro in Liano porta la data del 1° maggio 1580. Ormai l'autonomia mercantile che Venezia concede nel 1597 alla Valle Sabbia non basta a sostenere il commercio valligiano delle ferrarezze contro la concorrenza anche straniera che produce merce di qualità superiore. Nel '600, a causa delle guerre che Venezia deve sostenere e delle pesti e carestie che colpiscono il suo territorio, peggiora la situazione della Valle su cui grava la pressione fiscale della Repubblica. Nella seconda metà del '700 la situazione diviene drammatica e di essa ci testimoniano le gravi carestie (1763-64 e 1775) che colpiscono le valli del Bresciano e che sfociano in gravi tumulti e assalti ai mercati. Da questa situazione la Valsabbia si solleverà solo quando, sotto il governo austriaco, tra il 1802 e il 1835 verranno costruite le maggiori arterie di collegamento della Valle, Salò e Brescia. Dopo l'unità d'Italia, parteciperà al decollo industriale che sostituirà alle vecchie fucine le moderne ferriere e alla manifattura tessile i nuovi cotonifici e lanifici. La storia della Valle è ancora condizionata dalla sua posizione geografica nella prima guerra mondiale (è zona di confine e quindi zona di operazioni) e nella seconda (si trova tra la Repubblica di Salò e le vie di comunicazione col Trentino e quindi con la Germania). La "corte" di Volciano è menzionata nel 1107; nel XIII secolo Volciano è comune autonomo, mentre nel 1386 ha anche degli statuti propri; è quindi da ritenere che Volciano fosse un insieme di "vicinie" che con le loro "pievi" formavano una "communitas" ed il territorio posseduto un "Comune". In una carta topografica del 1574 compaiono, con una grafica diversa dall'attuale, i nomi dei nuclei abitati che componevano il comune di Volciano: Olsano, Liano, Torbiolo, Gazzani; anche nel catastico "Da Lezze" del 1609-1610 sono riportati i nomi delle "terre" del Comune di Volciano: Volciano, Tribiol, Havon, Gazane, Lian, Ruca, Agni; mentre in una carta topografica del 1629 compare il nome di Tor di Tormei, quella che sarà successivamente la località di Tormini. La frazione di Tormini cominciò a sorgere dopo il 1884, con la costruzione della ferrovia Rezzato-Vobarno e delle tramvie Brescia-Riviera del Garda e Brescia-Vobarno. Il paese di Roè si sviluppò dopo il 1875, quando in quella località, la famiglia svizzera Hefti costruì un cotonificio, poi acquistato dalla Società De Angeli Frua. Nel 1928 Roè, data l'importanza assunta per la presenza del cotonificio, diviene capoluogo del comune, che assunse il nome di "Comune di Roè Volciano".

 

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