pacchetto turistico

PACCHETTO TURISTICO: IL CAMMINO DELLA VAL DI PERTICA80-faggeto-secolare1

Camminare, riscoprire le origini, riprendere il contatto con la natura: questo è ciò che propone il tour “Il cammino della Val di Pertica”, scoprendo un territorio ricco di attrattive naturali, culturali, religiose, senza rinunciare ai piaceri della miglior cucina perticarola e bresciana. Un itinerario diverso, per chi alla velocità preferisce la riflessione, per chi vuole una volta tanto lasciare l’auto a casa e raggiungere il luogo con le proprie gambe, per chi vuole liberarsi per qualche giorno dallo stress quotidiano.

Questo itinerario è programmato per gruppi di turisti che percorreranno l’intero comprensorio a piedi, accompagnati da una guida, anche se è possibile, se ben informati, percorrere il comprensorio individualmente.
Il pacchetto è consigliato ad un target di persone che amano muoversi, ma senza rinunciare alla scoperta culturale dei luoghi che visitano.
Essi dovranno munirsi di abbigliamento sportivo, scarpe comode, e uno zaino con l’occorrente per percorrere sentieri di media montagna.
Tuttavia è possibile percorrere l’itinerario anche in bici, moto o automobile, seguendo le strade principali, anche se tale scelta farebbe perdere gran parte del fascino tipico del percorso a piedi.
L’itinerario si suddivide in cinque giorni, e permette di scoprire ogni borgo delle Pertiche, deliziarsi dei suoi paesaggi, della sua storia e assaporarne i sapori tipici. Il territorio delle Pertiche, inoltre, come ogni area rurale del nostro paese è ricca di tradizioni, leggende e poesie che ancora si tramandano da padre in figlio, seguendo una tradizione che va avanti da generazioni. Sono anche queste ritratto della cultura popolare, e pertanto se ne racconteranno alcune al viaggiatore in visita.

I giorno:
Incontro alle ore 7.30 nel piazzale del mercato di Nozza (Vestone).
Direzione Pertica Alta, frazione Belprato.
Dopo aver attraversato parte dell’abitato si raggiunge località Grof, e da qui, svoltando sulla sinistra si entra nel sentiero che condurrà alla prima tappa.
Questa mulattiera attraversa bei boschi percorsi da ricchi torrenti. Arrivati in frazione Belprato si noterà l’incantevole paesaggio che domina il Savallo, e che permette di scrutare anche parte della Conca D’Oro.

I53-s-andrea-di-barbaine1 paesaggi di Belprato sono stati oggetto di ispirazione di molti quadri del famoso pittore Togni che amava molto questo borgo, e si dice regalasse le sue opere a chi lo ospitava a mangiare una minestra. Motivo di interesse è la bella chiesa di San Antonio Abate, sulla cui piazza vi è un monumento dedicato al famoso pittore.
Suggestivi anche gli stretti vicoli del borgo e la vicina pineta. Si prosegue percorrendo la provinciale, al chilometro 2.5 si svolta in un sentiero sulla destra, che conduce alla chiesa di Barbaine, vero e proprio orgoglio delle Pertiche. La chiesa, posta in posizione incantevole, risale al XIV secolo, ed è ricca di affreschi. Inoltre fuori da essa vi è un amplio prato, dal quale si può scorgere il vicino borgo di Livemmo.
Si percorre il sentiero, e si raggiunge il ristorante, dove vi sarà la pausa pranzo. Alle ore 14.00 si riparte alla volta di Livemmo, che si raggiunge in pochi minuti percorrendo la forno-fusorio-livemmo3strada carrabile. Questa è la frazione principale di Pertica Alta, sede del municipio, della biblioteca e di piccole attività commerciali.
Qui merita una visita la bellissima chiesa di San Marco.
Proprio da Livemmo si segue un sentiero che conduce all’antico forno fusorio, importante esempio di archeologia industriale. Ritornando in frazione si raggiunge in breve tempo la struttura dove si cenerà e si passerà la notte.

II giorno:

Ritrovo in mattinata alle ore 7.00, colazione e partenza. Direzione, la vicina Odeno.
Si segue il sentiero che da Livemmo porta a Navono, dopo qualche centinaia di metri si devia a destra e si arriva nel borgo.
In questa piccola frazione merita una visita la bella chiesa di San Apollonio.Casolare antico in Navono
Proprio da questa frazione si può raggiungere la verdissima Pian del Bene, vero e proprio paradiso naturale, tappa obbligata per gli amanti della natura.
Ritornando nel centro abitato, vi sarà la pausa pranzo presso un ristorante locale. A Odeno è attivo un bravo produttore di miele, che una ventina di anni fa si è ingegnato coltivando persino tartufi. Interessante scoprirne i metodi di coltivazione e produzione.
Alle ore 14.00 si riparte alla volta di Navono.
Sulla via si noteranno i ruderi di un antico mulino che la leggenda dice appartenesse alle donne di Fusio, ricche signore che possedevano ampli territori e davano lavoro a centinaia di persone. “Fusio è una verde vallata situata presso Navono lungo il quale scorre il torrente Tovere. Questa valle è celebre per il suo ricco passato caratterizzato da produzione siderurgica e importanti commerci. Il luogo era stato scelto grazie alla vicinanza al fiume e alla disponibilità di boschi che fornivano legna per il carbone. Oggi solo qualche rudere rimane a testimoniare questa importante presenza.
Si dice che le proprietarie di tale impianto erano le donne di Fusio, ricche signore di origine veneziana che davano lavoro a moltissimi cittadini del luogo. I più anziani raccontano che queste donne furono le ultime discendenti della prospera famiglia Alberghini. Sebbene vivessero nel lusso in un gran castello si dice che aiutassero spesso le persone in difficoltà, tanto che a loro si attribuisce la fondazione del Pio Soccorso di Pertica. Quando morirono, poiché non avevano eredi, lasciarono tutti i loro vastissimi possedimenti (monti, malghe, boschi, pascoli) ai vari comuni: Vestone, Anfo, Navono, Livemmo, Belprato, Marmentino, Lavino, Odeno etc. i quali godono ancor oggi di tale donazione. L’unico paese a cui non donarono nulla fu Alone, a causa del disprezzo che questi abitanti avevano verso le donne di Fusio. Il risultato fu che Alone rimase così il più piccolo paese della valle. Per chi volesse conoscere qualcosa di più riguardo queste nobili donne è consigliata una visita alla chiesa di Marmentino, dove è presente un bell’affresco del XV secolo che le rappresenta.”Navono fu un’importante via di transito per il commercio delle ferratezze verso Venezia.
Appena fuori dal centro abitato è consigliata una visita alla chiesa del Santissimo Nome di Dio. Percorrendo qualche centinaia di metri lungo la provinciale si raggiunge Lavino, piccolo centro, anch’esso posto in posizione strategica, dalla quale si controllava il traffico tra Val Trompia e Valle Sabbia. Qui merita una visita la bella chiesa di S. Michele Arcangelo, poco fuori dal centro abitato.
Percorrendo un breve tratto si raggiunge la vicina Noffo, di aspetto più moderno rispetto alle due frazioni precedenti, ma non meno interessante. Da qui si partirà alla volta della struttura ricettiva situata a una trentina di minuti di cammino dal centro abitato, non troppo lontana dal piccolo ma bellissimo lago di Bongi, presso il quale è consigliata una visita. Nella struttura dove si passerà la notte si potranno assaporare prodotti tipici di produzione propria e osservare il cielo con un potente telescopio. Essendo la struttura fuori dal centro abitato e lontana da ogni forma di luce artificiale, è garantita un’ ottima vista del cielo.  Pernottamento.

III giorno
:Prima colazione alle ore 7.00. Si ritorna sulla strada seguita in precedenza in direzione della chiesa di Barbaine. Pranzo al ristorante presso la chiesa.
Alle ore 13.30 si prosegue lungo la provinciale verso il comune di Pertica Bassa e dopo pochi chilometri si entra nel borgo storico di Avenone. Da questo piccolo centro si potrà notare di fronte la valle e sulla sinistra l’incombente massiccio della Corna Blacca che supera i 2000 metri. Da vedere la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo e la piccola frazione medioevale di Spessio. frazione-di-spessioIn questo luogo pavimentato a ciottolato di pietra vi sono esposte statue lignee di grande bellezza. Il piccolo borgo è magico e la visita è d’obbligo. Pranzo presso il bar locale. Nel tardo pomeriggio sosta presso un produttore di marmellate e miele biologico, entrambi coltivati e prodotti in loco.
In serata cena presso il bar e pernottamento nella struttura ricettiva designata.

IV giorno
:
Prima colazione alle ore 7.00 presso il bar. Si prosegue lungo l’amplio sentiero che scende a valle fino ad arrivare alla Frazione di Pertica Bassa dove ha sede il municipio: Forno D’Ono. Proprio qui è obbligatoria la visita al museo della resistenza e del folklore valsabbino, dove vi sono esposti oggetti utilizzati dai partigiani e quadri raffiguranti momenti della museo-etnograficoresistenza. Breve pausa pranzo.
Si prosegue alle 13.00 verso il sentiero che va verso la grande Corna Blacca. Lungo il cammino è consigliato fare una deviazione e proseguire per circa 500 metri per scorgere la magnifica cascata dell’Acqua Bianca. Qui si può vedere come l’acqua sgorghi direttamente dalla montagna.
Se il tempo lo consente si potrà visitare un interessante allevamento di capre cresciute in libertà.
Veduta su Ono DegnoSi ritorna poi verso il sentiero principale, per proseguire fino alla bellissima Ono Degno. Anch’essa come Avenone è spesso abbellita con fantasiose sculture lignee. Visita alle due case torri, che ricordano il passato nobile del borgo, e alle maestose chiese di San Zenone Vescovo e la Madonna del pianto. “In serata si cena a un vicino rifugio. In seguito, per chi volesse è possibile seguire l’attività di un bravissimo scultore locale.
Pernottamento nella struttura ricettiva designata, una casa torre risalente al 1300.

V Giorno
:Prima colazione alle ore 7.00 presso un bar locale. Si prosegue lungo la strada carrabile che da Ono Degno porta a Levrange. Da qui si potrà notare tutta la stretta valle sulla quale è posta Pertica Bassa. Arrivati a Levrange è obbligatoria una visita alla parrocchiale, che in altri termini potrebbe essere definita come museo dei Boscaì, considerati la diffusione ed il valore delle sue opere. Si ricordi che l’originario paese di Levrange fu sommerso da una frana nel 1959, per cui l’abitato che si vede ora è stato costruito in seguito in un luogo vicino ma a minor rischio idrogeologico. Pranzo presso il locale bar. Si prosegue lungo la strada carrabile che porta a Vestone. Ad un certo punto si entrerà nel fondovalle vero e proprio, costeggiando il fiume Degnone.
Merita una visita un allevamento di trote in contrada Mulino che si noterà lungo la strada.

Da qui in poi il paesaggio si trasforma, lasciando spazio alle attività umane artigianali e industriali tipiche del fondovalle valsabbino, per poi arrivare alla meta di partenza: Vestone, dove termina il lungo, impegnativo, ma soddisfacente e indimenticabile Cammino della Val Di Pertica.

(estratto dalla tesi di laurea “Proposta di pacchetto turistico per la valorizzazione di un’area rurale: Il cammino della Val di Pertica” di Vallini Andrea)

 

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