Pertica Alta
PARROCCHIALE DI BELPRATO SANT’ANTONIO ABATE
Dedicata a Sant’Antonio Abate, fu costruita nel 1744 sul luogo di una cappella del 1335, con l’apside rivolta ad oriente, poi ampliata nel 1574 e intitolata a San Pietro. della primitiva chiesetta rimangono una lapide del 1354, con il nome di Accursino de Patuciis, e lo stemma di S. bernardo (ostia contornata da sei lingue di fuoco, con al centro il monogramma di Cristo).
Dell’ampiamento sussite invece un’architrave, ora inserita in un’ abitazione privata. Il campanile fu eretto nel 1833 su disegno degli ingegneri Cappa e Riccobelli.L’organo , del 1789, è opera di Gerolamo zavarise di verona. Gli affreschi della sagrestia (1663) sono attribuiti ad Antonio Zani, mentrela pala dell’altare maggiore fu dipinta da Antonio Paglia nel 1740; quella dell’altare lateral, raffigurante i ss Bernardo, Antonio da padova, francesco d’Assisi e Giuseppe Noventa da gavardo. l’altare di sinistra, con bella ancona lignea policroma, è forse dei bertoli di Prato.
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CHIESA DI NAVONO
Edificata a partire dai primi anni del Seicento (1611) ed ultimata in seguito ad un voto popolare dopo la tragica peste del 1630, è dedicata al Santo Nome di Dio. L’antico borgo, abitato da nobili e ricche famiglie, aveva commissionato l’abbellimento del tempio a validi e conosciuti artisti.Nel 1756 l’ancona dell’altare del Rosario, di Francesco Pialorsi, fu sostituita da quella di G. B. Bonomi. Sono del 1793 gli altari e il presbiterio, e del 1737 l’organo, costruito da Francesco Doria di Desenzano, collocato solo nel 1870 nella cantoria eseguita da G.B. Bonomi. La chiesa conserva quadri di G. maria Quistini raffiguranti santi. Notevole, per ricchezza d’ornamenti, un paramento del ’700 che si dice venisse offerto dal doge alla famiglia Quistini.La chiesa Contiene opere lignee di Francesco Pialorsi (1724)e marmoree degli artisti rezzatesi Paolo Bonpastore e Domenico Tagliani.
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CHIESA DI SANT’ANDREA DI BARBAINE
Nonostante in passato si sia ipotizzato che la chiesa di Barbaine sorga su una antica area sacra, e in particolare sui resti di sacello romano, le ricerche successive e i documenti ritrovati inerenti la chiesa non hanno permesso di sostenere questa tesi.
La prima attestazione dell’esistenza della chiesa risale al XIV secolo: in una sentenza arbitrale del 1384 viene infatti riferito dell’obbligo per Noffo, Lavino e Navono di devolvere alla chiesa di Barbaine una parte del prodotto macinato dal mulino a due ruote di Fusio. La chiesa viene poi citata nel Catalogo Capitolare della diocesi di Brescia, compilato nel 1410: in questo periodo Barbaine risulta quindi attiva e funzionante.
Già da questi primi documenti si ricavano delle notazioni interessanti: l’edificio religioso di Barbaine non è mai definito pieve, ma è sempre indicato come ecclesia, chiesa. Infatti Barbaine dipende, come tutte le chiese da Alone a Presegno, dalla pieve di Mura, che ha avuto origine ca. nel VII secolo. La pieve, nome derivato dal latino plebs, cioè popolo, aveva la funzione di chiesa matrice del territorio, vi si teneva l’istruzione cristiana, vi si amministrava il battesimo. Il pievano, cioè il titolare della pieve, aveva il controllo di un vasto territorio e dipendeva direttamente dal vescovo. Per sottolineare queste prerogative e la sua responsabilità nei confronti del popolo veniva anche difinito vescovi.
Nel territorio controllato dalla pieve vi erano poi molte altre chiese, che però non godevano di queste prerogative, tra queste vi erano molte cappelle diaconali, cioè dedicate a diaconi, come S. Lorenzo o S. Stefano, vedi Alone, Lavino ecc. Intorno alla metà del ‘300 Avenone, Prato (Belprato) e Livemmo, già dotate di chiese proprie, si accordano per avere una unia parrocchia e una chiesa in cui svolgere delle funzioni comunitarie: la scelta cade sul territorio denominato Barbaine, all’incrocio delle vie dei tre borghi, e in questo modo viene decisa la fondazione della chiesa che verrà anche dotata di lasciti e rendite per garantirne la sopravvivenza. La chiesa verrà intitolata a Sant’Andrea, fratello di San Pietro, questo per sottolineare la propria vicinanza alla pieve considerata una piccola Cattedra di San Pietro e dal lei dipenderanno le chiese dei tre paesi.Già nel 1491 però il rettore di Barbaine preferisce rifugiarsi a vivere presso la chiesa di Livemmo e nel 1574 la chiesa perde la propria titolarità di parrocchia.Il declino è definitivo nel 1600 quando la parrocchia viene soppressa, e si attua uno smembramento nelle parrocchie di Prato, Avenone, Livemmo. L’attività di singola chiesa continua comunque a tutto il ‘700, mentre l’800 segna un periodo di abbandono conclusosi nel 1985 con l’inizio di una campagna di restauri.
Architettura
La struttura attuale della chiesa risulta frutto di numerosi arrangiamenti e modificazioni avvenute nel corso dei secoli. I materiali utilizzati sono pietre locali ma anche elementi di cotto.
La facciata è estremamente semplice presenta un piccolo oculo centrale sopra un portale monolitico. Sono presenti delle interessanti decorazioni in cotto nel cornicione della facciata. Il lato sud è poi scandito da alcune monofore stromabte di chiara derivazione romanica.
L’interno dell’edificio si presenta come quello tipico del ‘400 lombardo, con un corpo ad aula unica, senza suddivisioni in navate, le cui pareti si presentavano come interamente ricoperte di affreschi. Lo spazio interno è scandito da arconi ogivali. L’abside si presenta di forma quadrangolare: tra ‘600 e ‘700 venne alzata una copertura a crocera eliminata poi negli anni ’60 del ‘900. In origine erano presenti due altari dedicati alla Vergine e a Sant’Andrea.
Decorazione pittorica
Come detto le pareti si presentavano come interamente decorate da affreschi, questi vennero poi ricoperti di calce e occultati. La riscoperta avviene contestualmente ai lavori di restauro della metà degli anni ’80. L’occultamento degli affreschi è di solito attribuito a motivi igienici, in realtà questi vengono nascosti dopo il Concilio di Trento quando il clima culturale viene totalmente a mutare e le iconografie scelte e utilizzate per la decorazione non risultano più accettabili dal clero post-conciliare.
Infatti durante il periodo settecentesco viene realizzata una pala di altare perfettamente rispondente ai nuovi dettami della chiesa in materia di arte. La pala è poi inserita in un altare caratterizzato dall’arte tipica dei Boscaì.
Le testimonianze pittoriche ad affresco appartengono a diverse fasi, sono comunque tutte databili tra ‘400 e ’500. Non abbiamo la presenza di cicli pittorici unitari ma ci troviamo di fronte a ex-voto o piccoli affreschi devozionali.
Interessante si presenta Crocifissione con Santi (tra cui Sant’ Antonio e Sant’ Andrea) riconosciuta come vicina alla produzione del Maestro di Nave. Tra altri Santi raffigurati ricordiamo Santa Lucia, San Lorenzo, i Santi Filastrio e Apollonio (presenti in modo analogo anche a Tavernole). Carica di molti significati è poi l’immagine del Beato Simonino da Trento, iconografia tipica soprattutto della Valle Camonica, riproposta più volte da Giovan Pietro da Cemmo.
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PARROCCHIALE DI LAVINO
Dedicata a San Michele Arcangelo, venne realizzata nel periodo compreso tra il 1713 e il 1720 e poggia sui resti di una precedente antica chiesetta. Il tabernacolo dell’altar maggiore è opera dell’artista rezzatese Paolo Bonpastone(1772) e l’ancona di carlo Antonio Brognoni (1775). Di notevole pregio una soasa di faustino Bonomi (1733) e una pala seicentesca attribuita al Bagnadorel’altare di san Rocco, venerato con S. sebastiano e la Madonna del Carmine è del 1725. Nel locale adibito a sacrestia sono conservati due pannelli lignei dipinti datati 1541.
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PARROCCHIALE DI ODENO
Consacrata al culto di Sant’Apollonio dal vescovo Marin Giorgi nel 1673.,
la parrocchiale domina la vallata del Tovere. Riedificata nel corso del XVI secolo, conserva al proprio interno una pala seicentesca di Giovan Battista Bonomini di Livemmo in cui compaiono i Ss Cosma e Damiano con S. Apollonio coeva anche la statua della Madonna. Fa bella mostra una soasa di francesco Pialorsi (1705 c.a) realizzata insieme ai Bertoli e agli Obertini.
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PARROCCHIALE DI LIVEMMO
Dedicata a san Marco evangelista, unica parrocchiale intitolata a questo Santo in Valle Sabbia, venne costruita nel 1611 nello stesso luogo esisteva fin dal 1490 una cappelletta. Il campanile fu eretto nel 1548 da Giacomo Lascioli di Capo di POnte. All’interno si possono ammirare dipinti di Pietro Marone con la pala dell’altare maggiore racchiusa in una cornice ligneadei Boscaì; rappresenta i Ss Andrea e Marco con la Verginee il Bambino,l’altare di sinistra, del 1699, è intitolato ai Ss Carlo Borromeo e Francescod’Assisi, che compaiono nella pala inadorazione di Gesù crocifisso; la bellasoasa intorno al quadro è attribuita al Prandini di Nozza. L’altare del rosario , a destra, è notevole per l’artistica soasa, sempre del Boscì, così come la cantoria.Pregevole il quadro di Pietro Scalvini raffigurante la Madonna con i Ss. Domenico e Gaetano. Altre realizzazioni dei Boscaì sono la soasa dell’altare della Madonna del Carmelo e il portale d’entrata. Sulla volta del tempio vi sono affreschi di G. Antonio Pansaldi e Abram Grisciani,entrambi di salò.
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BIBLIOGRAFIA
P. GUERRINI, S. Andrea di Barbaine e le parrocchie di Livemmo, Avenone e Belprato in Valle Sabbia, in <>, 1920,
U. VAGLIA, Storia della Valle Sabbia, Brescia, s.d.,
Le Pertiche di Valle Sabbia. Civiltà e Arte, Brescia, 1987,
G. BIATI, Il Santuario dei Morti di Barbaine, Brescia, 1989,
BIBLIOGRAFIA TEMATICA
G. KAFTAL, Saints in Italian Art. Iconography of the saints in the painting of the North West Italy, Firenze, 1985.
E. PANOFSKY, Tiziano, problemi di iconografia, Venezia, 1992,
M. LURKER, Dizionario delle immagini e dei simboli biblici, Milano, 1989,
J. DA VARAGINE, Legenda Aurea, Firenze, 1990.
Elaborazione testi Santuario di Barbaine a cura della Dott.ssa Federica Bolpagni
