Casto
LA PARROCCHIALE DI S. ANTONIO ABATE A CASTO
Ricostruita nel 1833, su progetto dell’architetto Luigi Donegani, la chiesa è un bell’esempio di architettura neoclassica.
All’interno contiene belle tele di Domenico Voltolini. La costruzione di questa chiesa è da attribuire alla famiglia Passerini che vollero “riscattare” il borgo da un architettura ritenuta provinciale. Alcune dimore dimostrano ancora i segni della floridezza di alcune famiglie dedite all’industria ed al commercio.
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LA PARROCCHIALE DI MALPAGA
L’antica chiesa di Malpaga crollò nel 1800 e da allora divenne parrocchia, con titoli di S. Bernardino di Diena. Si trova in posizione amena su un poggio; ha linee semplici ma ben proporzionate.
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LA PARROCCHIALE DI S. LORENZO AD ALONE
La chiesa è un piccolo gioiello per l’armonia delle proporzioni. Particolarissima è la facciata, affrescata e resa snella da un leggero movimento di lesene,che sottolineano i movimenti chiraoscurali. Gli affreschi sono la testimonianza più verace di un mondo che, pur scandito a un ritmo di eventi limitati, non disdegnava di aprirsi ad esprienze umane e culturali più vaste, caso unico in Valle Sabbia l’essere totalmente affrescata.
Ad Alone si respira un’atmosfera tutta particolare. L’urbanistica conserva i tratti caratteristici del passato con dimore che mostrano i motivi architettonici del cinquecento e del seicento.
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LA PARROCCHIALE DI S. SILVESTRO PAPA A COMERO
A Comero, posta su un poggio quasi in colloquio con la sovrastante Corna di Savallo, domina l’imponente parrocchiale dedicata a S. Silvestro, è uno scrigno d’arte ed è una delle costruzioni più significative della Valle Sabbia. Costruita tra il 1755 e il 1771, su disegno di Pietro Corbellini. Gli affreschi della volta e del catino sono di Pietro Scalvini. L’altare maggiore in marmo con un bel palliotto policromo è adorno di una pala raffigurante S. Silvestro di Palma il Giovane. Sull’altare a destra, presso il presbiterio, sta una bellissima tela ad olio di Alessandro Bonvicino, detto Moretto, raffigurante S. Antonio Abate, dipinta tra il 1530 e il 1535, periodo di piena maturità dell’artista. L’opera, un tempo esposta nel santuario di Auro, è stata restaurata. Anche la critica ha particolarmente esaltato questo dipinto,a causa della sua grande modernità.
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IL SANTUARIO DI AURO
Oltre che cuore religioso del Savallese, è un pò la sintesi dell’arte nel comune di Casto. In una navata dalle linee cinquecentesche sono contenute scenografiche ancone lignee dei Pialorsi Boscai.
La tela del Moretto rappresentante S. Antonio Abate è un vero capolavoro che nel suo paterno abbraccio sembra rivolgersi a tutta la plaga, quasi a volerla racchiudere in una sicura protezione.
