Excursions
PRESEGLIE:
Il nostro percorso parte dalla frazione Gazzane, la più distante dal capoluogo di Preseglie, appena fuori dal centro abitato, in località Galaello, il percorso di circa 5 km da percorrere a piedi tra gli antichi luoghi di culto, immersi tra storia, benessere, sport e natura di Preseglie.
Da qui comincia l’immersione nella natura dei nostri ospiti. Dalla località Galaello è disponibile un ampio parcheggio in cui poter depositare i propri mezzi di trasporto e un Ostello nel quale poter trovare ristoro e riposo dopo l’avventurosa esperienza montana.Nei giorni di sabato e domenica, proprio in questo luogo, per gli appassionati di sport è possibile ammirare le prove libere dei numerosi piloti di motocross che percorrono lo spettacolare tracciato dell’omonimo “Crossdromo Galaello”.Durante il resto della settimana e fuori dagli orari di apertura del tracciato sportivo, è possibile calarsi nella più totale tranquillità e pace concessa dal piacevole ambiente naturale in cui si è immersi, con la dolce compagnia di uccellini, grilli , cicale, e altri animaletti che popolano questo luogo incantato.
IL PERCORSO VITA ATTREZZATO
Una volta abbandonato il proprio veicolo, si può iniziare la gita percorrendo il sentiero che dal Galaello porta verso l’antico Santuario della Madonna di Visello.
Durante questa prima scarpinata c’è la possibilità di fare molta attività fisica grazie al Percorso Vita Attrezzato, di recente realizzazione, che si estende lungo tutto il percorso. Ogni attrezzo è corredato da un cartello illustrativo che spiega chiaramente e semplicemente il modo in cui affrontare gli esercizi proposti in base al grado di preparazione atletica del turista che si vuole cimentare in questa pratica.Anche nella stagione invernale è possibile gustarsi questo percorso che, grazie alla neve, diventa ancor più suggestivo.
Al termine del Percorso Vita si giunge finalmente al primo luogo di culto di nostro interesse: il Santuario della Madonna di Visello.
Sorge a 3 km in una romita valletta. Un’antica memoria pubblicata dallo stampatore Paolo Rizzardi di Brescia nel 1614 narra che nel luogo dove fu costruito il santuario apparve «La Regina degli Angeli Maria Santissima in abito bianco con nobilissimo corteggio di due sante di paradiso ad un certo Bonfadino (che qualcuno vuole si chiamasse Dossi) nato a Dosso, allora piccola frazione della parrocchia di Gazzane comune di Preseglie, mentre egli stava alla custodia del suo povero armento; imponendogli che tosto ragguagliasse il popolo della mentovata comunità, acciocchè le fabbricasse un tempio in quel luogo ov’Ella gli favellava, che ora è quello stesso, in cui di presente trovasi la Chiesa di Visello». Per dare una prova dell’apparizione la Vergine gli fece mungere latte in abbondanza da una giovenca di soli sei mesi. Col latte poi guarirono parecchi infermi incurabili. Vuole la tradizione popolare che il Bonfadino fosse muto e che al comando della Madonna di mungere la giovenca egli avrebbe per la prima volta esclamato «Ma non fa latte».
Fu al sentirlo parlare che la gente gli credette. È poi ancora tradizione che il latte munto in quell’occasione dalla giovenca di sei mesi durasse per due anni e servisse a guarire gli appestati e i colerosi nelle frequenti epidemie del tempo. Proprietario del luogo era il nobile Giovanni Battista Montini, il quale, commosso al racconto dell’apparizione, si affrettava a donare il terreno per costruirvi un tempio alla Vergine. Il che fu fatto nel breve giro di pochi anni. Non contento ancora lo stesso Giovanni Battista Montini con atto notarile siglato in data 26 luglio 1527 dal notaio episcopale Cipriano Savallo, dotava l’oratorio di Santa Maria «nella contrada di Visello, territorio di detto comune, nella quale apparve la beatissima Vergine, sempre siano innalzate a beneficio sacerdotale». Il Vescovo di Brescia poi nello stesso tempo concedeva un’indulgenza di quaranta giorni a tutti coloro che avessero visitato la Chiesa o fatto offerte per il suo decoro.
Il 21 settembre 1652 il santuario veniva consacrato dal Vescovo Morosini. Altre indulgenze aggiungeva più tardi il Cardinal Angelo Maria Querini. Don Battista Montini volle anche essere il primo cappellano del santuario. Più tardi non trovando altro sacerdote che custodisse il santuario fu giocoforza affidarsi ad un eremita che fu Giovanni Antonio Ferlinga di Preseglie, per il cui sostentamento furono assegnati un bosco di 7,58 pertiche, granoturco, fieno, foglia di gelsi e i due terzi della frutta e dell’uva raccolti.La Madonna da parte sua ripagò la devozione del buon eremita risanandolo da grave infermità, salvandolo da un naufragio sul Lago di Garda, scampandolo dall’aggressione di un contadino che l’aveva scambiato per un ladro e proteggendolo durante la peste del 1630. I beni della cappellania vennero contesi dal parroco di Gazzane, che si faceva forte di un decreto di San Carlo Borromeo del 1580, fino a quando la curia vescovile con decreto del 18 marzo 1897 non dichiarò lettera morta il decreto di San Carlo confermando poi il diritto di giuspatronato del Municipio di Preseglie. Il santuario rimase sempre isolato nonostante che Don Gaetano Ognibene avesse proposto verso la metà del sec. XIX di far costruire una strada tra Preseglie e Visello, in cambio di una sua nomina a rettore del santuario. Non essendosi verificata la condizione Don Ognibene lasciava il suo vistoso patrimonio ai poveri del paese e per la fondazione di una scuola popolare gratuita. Nonostante il disagio del luogo la devozione dei fedeli non mancò mai al santuario del Visello. Di una sola navata, con tre altari il santuario fu arricchito di opere d’arte fra cui il gruppo ligneo del sepolcro della Vergine Dormiente oggi nella chiesa parrocchiale. Belle le due tele raffiguranti due momenti dell’Apparizione. Singolare è anche un calice in galena metanifera estratta sul posto. Solennità straordinarie furono celebrate il 9, 10, 11 maggio 1914 culminate in una interminabile processione dal paese al santuario. La devozione alla Vergine dei Visello si diffuse ancor più nel 1942 quando, per iniziativa del parroco, furono consacrati alla Madonna i soldati valsabbini impegnati nella Seconda Guerra Mondiale. L’apparizione è ricordata da una singolare placchetta a sbalzo in rame del 1663 segnalata da Vincenzo Pialorsi, di forma ovale (h. mm. 130 x 116) fortemente rilevata nella parte inferiore. Lungo l’orlo la leggenda: «M.V. occorsa in Visello MDXXII territorio di Preseglie in Val Sabbia dis. Bresciano, P. Salvadori».Dal Santuario del Visello parte un altro sentiero che collega questo luogo con la frazione Piazza, in cui si trova la maestosa Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo. Ciò che predomina in questo percorso è in assoluto la natura incontaminata; lungo questa stradina, vecchia di centinaia di anni, sono presenti delle antiche miniere di galena (piombo e argento) che nel XII/XIII secolo D.C. erano probabilmente di proprietà Vescovile, oltre a miniere di rame, di carbonato e ossidato, alle quali accenna ancora la Guida Alpina della Provincia di Brescia del 1899.
Il Sentiero delle Miniere termina nel centro della Frazione Piazza, sede della Parrocchia e dell’oratorio dei Santi Pietro e Paolo, che si trova alle falde del monte Poffe; si dice che anticamente vi fosse un castello del quale non rimane più nessuna traccia. La Parrocchiale resta il maggior riferimento culturale e artistico di Preseglie.Nessuna notizia abbiamo della primitiva chiesa. Forse una ne venne costruita nel sec. XV. Nella sua visita pastorale dell’il ottobre 1566 il vescovo Bollani trova la chiesa consacrata con due altari laterali dedicati a Sant’Orsola e a Santa Caterina. La chiesa attuale venne costruita alla metà del sec. XVIII. Avendo trovato la chiesa in minacciante rovina e ‘poco decorosa e altresì angusta per la crescita fatta da quel popolo’, Don Andrea Baronio, divenuto parroco, fin dal 1748 si pose il problema di costruirne una nuova. Dopo avere ottenuto, il 17 marzo 1750, il permesso della Curia vescovile di Brescia il 3 aprile poneva la prima pietra. La chiesa, opera di Gaspare Turbini (secondo altri di Domenico Corbellini) e progettata nel 1750, presenta la pianta centrale arricchita all’interno da una serie di colonne circolari che muovono le pareti e che aiutano il fluire delle linee. Venne costruita secondo documenti pubblicati da Ennio Vitali, dal capomastro milanese Domenico Ceresa, assieme ai maestri Onofrio Ligasacchi e Giacomo De Stefani. La costruzione fu laboriosa anche per l’inconsistenza del terreno che richiese palificazioni estese. E’ opinione di Ennio Vitali che la chiesa fosse ormai finita al momento della morte di Don Baronio. All’abbellimento della chiesa diedero un ampio apporto marmorai di Rezzato. Nel 1753 Paolo Ghirardi fornì le colonne del coro; nel 1759 Giacomo Ghirardi e Antonio Palazzi, i marmi delle cappelle laterali; nel 1762 G.B. Benedetti e Domenico Tagliani eseguirono l’altare maggiore; nel 1772 Giacomo Barbieri fornì le pietre della facciata; neI 1796 Antonio Tagliani costruì i due altari a Sant’Antonio e a Sant’Orsola. La chiesa venne consacrata il 6 agosto 1786 dal Vescovo Giovanni Nani e nell’altare maggiore vennero poste le reliquie dei Santi Sebastiano, Felice ed Eliodoro.L’interno venne dipinto da Pietro Scalvini che sul volto del coro raffigurò l’Ascensione e su quello della navata l’Assunzione; un affresco dello stesso, sempre nella navata, è andato perduto. Nella controfacciata, sulla bussola della porta maggiore lo Scotti ha dipinto il martirio di San Pietro.,’Scrigno di tesori’ hanno definito Ugo Vaglia e, dopo di lui, Sandro Guerini la parrocchiale di Preseglie. Entrando, sul primo altare a destra sta una grande tela a tempera già segnalata da Ugo Vaglia nel 1953 ‘di scuola morettesca e, come alcuni opinano, dello stesso Moretto’ e al Moretto è attribuita con sicurezza da Sandro Guerini. Raffigura ‘Sant’Antonio Abate in trono tra i Santi Stefano e Vincenzo’. In essa il Guerini ha rilevato «la scena complessiva è solenne e vigorosa, potentemente ma equilibratamente dialettica, poichè la forza di Sant’Antonio è compressa dall’architettura e dalla tenuta spirituale dei due diaconi: ritenendolo un prodotto tipico del particolare ‘manierismo’ che il Moretto manifesta dopo il 1540, con uno spirito controriformistico e severo, antiluterana ma anche autenticamente cristiano». Segue un altro altare con una statua che ha sostituito l’Ultima Cena di San Cattaneo ora in sacrestia.L’altare maggiore è dominato da una bella pala di Agostino Galeazzi (1562) allievo e capobottega del Moretto e da lui firmata ‘AUG. GALA BRIX P MDLII’, ritenuta l’unica o una delle pochissime tele dal pittore firmate.
Raffigura la Beata Vergine col Bambino con ai piedi San Pietro in abiti pontificali e con ai lati i Santi Giovanni Battista e Paolo.
Dopo un breve tratto di strada asfaltata che dalla Piazza porta alla frazione Quintilago, si giunge alla Chiesa di San Giovanni Nepomuceno e San Filippo Neri, elegante, nelle sinuose, ricche linee settecentesche posta a guardia della frazione.Le linee esterne e quelle interne hanno singolare movimento. All’interno stucchi altrettanto eleganti ingentiliscono l’architettura. Alcune nicchie, due delle quali occupate da statue dozzinali e un altare con una semplice soasa che raccoglie una tela con Madonna col Bambino, San Giovanni Nepomuceno e San Filippo Neri, purtroppo molto rovinata, arricchiscono l’interno. In sacrestia presenta un bel mobile, alcune tele . Gli abitanti della frazione avevano chiesto al vescovo l’autorizzazione a costruire la Chiesa il 17 luglio 1749. La Curia dava il suo benestare il 6 ottobre 1750. Vi si celebrava la festa il 16 maggio. Nel 1853 aveva legati di 33 messe festive da celebrarsi ‘nelle stagioni più comode’. da qui, tramite un altro breve sentiero, che passa attraverso piccole proprietà rurali, si torna al punto di partenza, (località Galaello) dove il turista potrà a questo punto rilassarsi, e magari chiamare un amico ed invitarlo a farsi come lui un bel viaggio nella natura a Preseglie, tra Storia e Luoghi di culto!
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