Casto

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POPOLAZIONE RESIDENTE: 1907
SUPERFICIE: Kmq 21,41
ALTITUDINE: 428s.l.m.
FRAZIONI E LOCALITA’: Malpaga, Briale, Auro, Famea, Comero e Alone.
MUNICIPIO: Via Solferino
TEL: 0365-88122
FAX: 0365-897738
E-MAIL: segreteria@comune.casto.bs.it
SITO WEB: www.comune.casto.bs.it

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I Nuclei Urbani:
Le località del comune furono denominate variamente nel corso dei secoli. I nomi più usati sono: Plano Savalli; Alò; Alone; Comero; Famesia; Malaga. Alone: è una delle più pittoresche frazioni e conta circa 150 abitanti.
Si raggiunge attraverso un’aspra forra che si apre sulla suggestiva Valle Valazzo.
Deriva probabilmente da Al, Alù, cioè Vallone e confina con la Val Trompia.Si distingue per le fucine di chioderie, molto rinomate nei secoli scorsi, andarono esaurendosi agli inizi del ’900, insieme ad una diminuizione della popolazione. Comero: Frazione più alta delle sei. Si trova a 765 m s.l.m. e dista 35 Km da Brescia,sul versante sinistro della Valle di Nozza, affluente di destra del Chiese. Il nome lo fanno derivare dal nome dal personale romano Comarius, altri ritengono che derivi da Gomer, cioè Vomero. In ottima posizione alpestre, si distende su degradanti dossi, con alle spalle
il Monte Nasego che costituisce un’ ottima passeggiata alpinistica. Auro: è la più piccola frazione, situata a 650 m s.l.m., ospita il santuario della Madonna della Neve.Briale: deriva da Brol, Brolo esposto al sole, è una delle più belle e popolose frazioni del comune. Malpaga: ha sempre fatto parte dell’ università civile e religiosa di Savallo. Con Mura sono stati per lungo tempo comune a sé, fino al tempo del regno Lombardo Veneto.

La Storia:
Casto si sviluppò presumibilmente come agglomerato di fucine e per case per coloro che si dedicavano alla lavorazione del ferro. Il nome trova origine da Casticus, cioè castagno, oppure Castrum, accampamento Romano. Posto alla confluenza di due torrenti che discendono da Alone e Comero, vi si stabilirono delle officine siderurgiche. La zona conobbe quasi certamente popolazioni preistoriche. Un agglomerato preistorico si deve essere trasformato poi in un castello di difesa nella frazione di Famea. Il castello fu affidato alla famiglia Freddi che, fortificandone e onopolizzandone la difesa in tempi difficili,fini con l’assorbire i diritti di tutti i membri della castellania. Il paese si affermò anche come luogo della lavorazione della lana e della Seta. Nel 1600 si contavano35 officine per la lavorazione del ferro concentrate
a Casto e sul torrente della Valle Alone. Alone fu vivace centro di produzione delle chioderie; Comero e le altre frazione ebbero sempre una vita economica e culturale particolarmente fiorente e Malpaga fu sempre nota per i sui magli. Oggi Casto è uno dei poli industriali della Valle Sabbia. La tradizionale lavorazione dei metalli trova ora la più significativa espressione in fonderie per materiali ferrosi e non ferrosi. Il comune con le sue frazioni, conserva un patrimonio artistico notevole. Le innumerevoli chiese racchiudono tesori pregevoli. L’ architettura permette di leggere ancora oggi un passato nobile.

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Da vedere:
- CHIESA PARROCCHIALE DI S. ANTONIO ABATE (Casto)
- CHIESA PARROCCHIALE DI SAN LORENZO (Alone)
- CHIESA PARROCCHIALE DI SAN SILVESTRO (Comero)
- SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA NEVE (Auro)
- CHIESA DI SAN CARLO BORROMEO (Briale)
- SANTELLA DI SAN ROCCO
- SANTELLA DEI MORTI DI BOVES
- MULINO AD ACQUA

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Foto

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